ALDEBARAN

VAL DAONE, SCOGLIO DI BOAZZO VIA ALDEBARAN

 

13 OTTOBRE 1983

 

Severangelo Battaini, Angelo Ferraglio

 

Ripulita da vegetazione e richiodata a partire dal Giugno 2016 con la collaborazione di Matteo Mariniello.

 

Risalita il 5 Agosto 2017 da:

 

Angelo Ferraglio, Mattia Bonesi, Riccardo Bonesi

 

DIFFICOLTA’ VI e A2 (R3)

 

SVILUPPO 245m

 

9 TIRI

 

ESPOSIZIONE SW

 

Descrizione generale:

 

E’ la prima via che raggiunge il bosco sommitale sullo scoglio di Boazzo, aperta nel 1983.

 

Via classica alpinistica di arrampicata mista varia ed impegnativa dove è necessario integrare nelle parti in libera e staffare su protezioni veloci nella parte in artificiale.

 

Oltre all n.d.a. portare una serie completa di friend e microfriend, serie di eccentrici e dadi e due staffe per ogni componente della cordata. Consigliato il martello e una piccola serie di chiodi di varie fattezze.

Tutte le soste sono chiodate a 2 fix del 10 di inox. Presenti in via circa 15 fix dell’8 e i chiodi usati in apertura.

 

Libro di via alla S9.

 

Per una ripetizione considerare 6/7 ore.

 

Sconsigliata dopo grandi pioggie, la parete si asciuga lentamente in assenza di forti venti.

 

Accesso (5min)

 

Parcheggiare alla diga di Boazzo (o in alternativa presso il Bar Ristorante Boazzo dopo le prime gallerie), tornare indietro dalla diga per 50 metri ed entrare nel bosco a sx in corrispondenza di una traccia. Sorpassare una baracca abbandonata e poco dopo girare a sinistra verso l’evidente diedro rampa.

 

Scritta alla base.

 

Discesa (30 min)

 

Una volta raggiunta la S9 seguire assicurati una traccia molto delicata sulla destra che costeggia la parete sottostante.

 

Primo tiro: 35mt, traversare a destra. Sosta attrezzata a spit.

 

Secondo tiro: 35mt, in salita sulla destra.

 

Sosta su pianta da attrezzare.

 

Terzo tiro: 30mt, in salita sulla sinistra, sosta su rete paramassi da attrezzare.

 

Alle reti paramassi, slegarsi e proseguire sulla sx alzandosi leggermente fino a traversare una placca inclinata di granito e conseguentemente scendere nel bosco seguendo una traccia e incontrando il ruscello, le corde fisse e le scalette di ferro fino a raggiungere la strada.

 

 

 

Aldebaran – 34 anni dopo

 

di Angelo Ferraglio

 

Primavera 2016

 

Durante una serata fotografica a cura di Angelo Maggiori a Provaglio d’ Iseo incontrai il Dott. Carlo Fasser , presidente del CAI della sezione di Brescia.

 

Ci soffermammo a parlare del più e del meno quando la conversazione si concentrò sul venticinquesimo anniversario della tragica scomparsa di Severangelo Battaini: “Perchè, Angelo, non organizzi una serata per ricordarlo?”, mi chiese il Presidente, “Sarei ripetitivo”, risposi “per una volta preferirei trovare un modo per ricordarlo più mio, più personale, in un ambiente a me congeniale.”

 

L’occasione si presentò prima del previsto.

 

Dopo un’arrampicata ad Arco di Trento sulla parete di S.Paolo mi trovai davanti alla classica birra media e ad una guida alpinistica di nuova edizione: “Oltre la Verticale” di Giuliano Bressan e Diego Filippi.

 

Chiesi cortesemente al titolare del locale il permesso di sfogliarla e trovai inaspettatamente le “ Tre vie d’ arrampicata “ che avevamo aperto proprio io e Severangelo.

 

Ne acquistai immediatamente una copia e a casa la guardai con calma e attenzione. Con grande piacere trovai commenti molto positivi e lusinghieri, anche su Aldebaran, la prima via aperta sullo scoglio di Boazzo, il 13 Ottobre 1983.

 

I commenti citavano: “ Via di prima grandezza fra le tante presenti”, “ Salita in artificiale varia ed entusiasmante”, “ Soddisfazione garantita”.

 

Ma c’era anche un punto negativo: “ Chiodatura scarsa e precaria e via piena di vegetazione”.

 

Subitanea mi venne l’ idea di ripercorrerla per sistemarla in memoria del mio amico Seve.

 

Poteva essere questo il mio modo per ricordare Severangelo? Assolutamente si !

 

La decisione era quindi presa! Mancavano solo i compagni, che ho avuto la fortuna di trovare velocemente, due ragazzi del Garda, che ringrazio fin da ora, rientrati entrambi dall’estero dopo esperienze lavorative ultradecennali, Mattia dalla Cina e Matteo dagli Stati Uniti. La loro esperienza alpinistica? Pari a zero! Entusiasmo e voglia di fare? A mille!

 

Maggio 2016

 

Il progetto inizia, le voci circolano, “radio scarpa” funziona.

 

Molti amici si propongono di supportarmi offrendomi materiale alpinistico da lasciare in parete.

 

Si parte,inizia il primo di una lunga serie di sopralluoghi sui tiri di corda iniziali ; più che una via d’arrampicata su roccia c’ era da affrontare un giardino naturale incolto, in uno stato di totale confusione, abbandono e insicurezza.

 

Arrampichiamo con dadi eccentrici e friends, una piccola zappa, un segaccio per legno e una cesoia per i rovi. Di fronte alla nostra volontà e determinazione, rose canine alte più di un metro, ortiche, erbacce e rampicanti di ogni genere hanno la peggio!

 

Durante la pulizia con nostro piacere rispuntano chiodi di Severangelo e pezzi di metallo miei, diciamo scarti di fabbro-carpentiere, visto che a quel tempo non avevo un soldo, più o meno come adesso! Fettucce e cordini vari vengono sostituiti.

Ricordavo di aver letto su di un’altra guida, con relazione originale modificata, che tutte le soste erano chiodate con fix del 10, ma con disappunto riscontrammo che questo non era totalmente vero, in quanto lo era solo dal sesto tiro di corda in poi, mentre le precedenti erano precarie o inesistenti.

 

Una buona sosta è la base fondamentale per la sicurezza di una cordata e la riuscita di una scalata.

 

Il progetto continua fino al quinto tiro, con operazioni di pulizia, chiodatura e messa in sicurezza; ma la malasorte interviene e ci mette lo zampino.

 

Ad agosto gravi problemi di salute nell’ambito famigliare, con un continuo susseguirsi di stressanti eventi negativi, mi costringono a rimandare il tutto a data da destinarsi.

 

Primavera 2017

 

Dopo una lunga pausa decido di dare un aiuto alla scuola di alpinismo CAI di Gardone Valtrompia, dove sono ben accolto e trascorro tre mesi a contatto con persone gradevoli e disponibili. E’ stato un piacere, mi sono divertito e soprattutto allenato.

 

Nel frattempo Mattia continua a tormentarmi, vuole riprendere il progetto interrotto.

 

Il venticinquesimo anno dalla scomparsa di Seve è trascorso senza aver organizzato nulla per ricordarlo.

 

Io ho compiuto settant’anni, e penso: “Perché non continuare? Alla mia età è un bel modo per

 

festeggiare”

 

Ci riproviamo.

 

Dopo un ulteriore sopralluogo ci rendiamo conto che le condizioni di chiodatura della via ci obbligano a ricorrere all’utilizzo di un trapano.

 

A chi chiedere aiuto? A Silvio Fieschi, alpinista esperto e disponibile già contattato per consigli, momentaneamente infortunato a causa di una banale caduta.

 

Con gentilezza Silvio mi presta l’attrezzo ideale, con l’aggiunta anche di venti piastrine in acciaio inox, fantastico regalo utile e gradito.

 

Sabato 5 Agosto 2017, il rush finale.

 

Arriviamo allo scoglio di Boazzo in mattinata, orario adeguato, temperatura ottimale, parete asciutta come non mai. Partiamo bene, anzi no, mi sono dimenticato il casco a casa!

 

Mi rivolgo ai guardiani della diga che me ne prestano uno da lavoro, senza lacciolo sottogola.

 

Ma guardo avanti e risolvo il problema con una fettuccia legata sotto al mento.

 

E via, si parte! Fino alla fine del quinto tiro tutto funziona bene e velocemente.

 

Poi incontriamo le soste sicure del compianto Beppe Chiaf, attrezzate da lui durante una ripetizione, ricordo quando me ne parlò, ricordo anche la cortesia con la quale mi chiese il permesso di sostituirle, ed è da qui che ha inizio l’avventura.

 

Niente relazione, ho tutto impresso nella mente nei minimi particolari. Mattia supera se stesso! Non abbiamo sbagliato nulla, solo allungato troppo i tempi.

 

Usciamo poco prima del buio e Mattia mi invita a trovare velocemente la traccia del rientro, nel bosco di larici.

 

Dopo alcuni tentennamenti arrivo alle reti paramassi, siamo sulla strada giusta! Faccio un urlo e tiro le corde, mentre...Mattia e Riccardo si avvicinano molto lentamente, carichi come sono di materiale ingombrante. Sono avvolto nel buio e una splendida luna rischiara il punto in cui sono assicurato.

 

Inconsciamente mi trovo a parlare da solo con me stesso, in realtà non sono solo:

 

  • Hai visto Seve, bella via! Sono stato bravo? “

  • Si lo so, l’abbiamo tracciata insieme ed è la prima via sullo scoglio di Boazzo. Hai fame? “

 

  • Si, troppe ore.

 

  • Sei sempre il solito, non hai ancora capito che sei come una macchina, vai finché hai benzina, ogni tanto devi fare il pieno, altrimenti ti fermi “

 

  • Dai, non rompere. Allora, abbiamo fatto un buon lavoro?

 

  • Si, bravi, adesso scendete con calma, attenti al traverso sul pendio bagnato e…mettiti la pila frontale!”

 

  • Gia’, certo, tu rimani qui in questo bosco selvaggio. Con la luce di una splendente e meravigliosa luna piena. Purtroppo io devo scendere.“

 

  • A ognuno il suo, ti tocca. Tu sei stanco e hai fame. Scendi!

 

  • Ci sentiamo, vero? Come sempre? Ciao Seve!”

 

  • Si, ciao Angelo. Come sempre, alla prossima.”

 

  • Sempre discorsi molto lunghi e intensi i nostri”.

 

 

 

 

Scoglio di Boazzo, via Aldebaran

 

Apertura13 Ottobre 1983:

 

Severangelo Battaini – Angelo Ferraglio

 

 

Ripetizione Sabato 5 Agosto 2017 (34 anni dopo): Angelo Ferraglio, Mattia Bonesi , Riccardo Bonesi Con la collaborazione di Matteo Mariniello.

 

Grazie a :

 

Andrea per i bong.

 

Silvio per il trapano e le piastrine.

 

Michele per la corda e i chiodi, che non rivedrà mai più.

 

Angelo Armani di Pieve di Bono per tutto e di più ancora.

 

I custodi della diga di Boazzo.

 

Un abbraccio sincero a Ennio, Walter, Mario/Mario dell’ Ugolini, Alessio e Riccardo della Scuola Alpinismo intersezionale della Valle Trompia. E, con loro, a tutti gli amici che mi hanno spronato a continuare.

 

Un particolare ringraziamento a Riccardo Bonesi, che si è aggiunto all’ultimo momento, ma con il materiale alpinistico adeguato ai tempi e alle circostanze è stato determinante al successo finale. Io a quest’ora, senza il suo aiuto, sarei ancora su Aldebaran con i miei” scarti del fabbro - carpentiere”, cercando di infilarli in qualche fessura.

 

Angelo Ferraglio

 

 

 

 

 
 
 
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Valdaone
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